La cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva rappresenta una delle patologie più complesse e impegnative per il cardiologo, in cui l’interazione tra genetica, morfologia e fisiopatologia si traduce in un ampio spettro clinico. La diagnosi precoce e accurata è fondamentale per definire il rischio, orientare le scelte terapeutiche e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
In questo contesto, l’ecocardiogramma svolge un ruolo centrale e insostituibile: non solo strumento diagnostico di primo livello per generare un sospetto clinico, ma svolge anche il ruolo di mezzo per definire la valutazione della gravità dell’ostruzione, la stratificazione del rischio e il monitoraggio dell’efficacia delle terapie.
Negli ultimi anni, l’introduzione del primo inibitore della miosina cardiaca, ha aperto una nuova prospettiva terapeutica, consentendo di ridurre in modo significativo il gradiente ostruttivo e i sintomi correlati, offrendo un’alternativa farmacologica efficace alle strategie invasive tradizionali.
Il convegno intende approfondire le più recenti evidenze cliniche, diagnostiche e terapeutiche sulla cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, con l’obiettivo di favorire un approccio sempre più personalizzato e integrato alla cura del paziente. Durante il convegno verrà facilitata la partecipazione interattiva e l'interazione con i discenti, facendo riferimento all'esperienza clinica e a casistiche tipiche della pratica clinica.